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10°Congresso Nazionale ANMIC
“Più diritti, più futuro per gli invalidi civili”



Maggiore sostegno ai disabili e alle loro famiglie, più opportunità di lavoro e di integrazione scolastica, pensioni dignitose per gli invalidi civili – oggi ferme a 238 euro al mese - ed anzitutto la definizione e realizzazione di livelli essenziali di assistenza uniformi e certi per tutti i cittadini, in ogni regione del Paese. Sono questi alcuni fra i temi e le proposte che sono stati dibattuti nel corso del X Congresso Nazionale dell'Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili che si è svolto a Fiuggi, dal 5 al 7 ottobre scorso.

350 delegati ANMIC, provenienti da tutto il territorio nazionale e in rappresentanza degli oltre 200mila iscritti, hanno discusso sulle prospettive del Welfare e sulle proprie richieste in merito alla tutela delle persone con disabilità. Un fenomeno in progressiva crescita che, secondo le ultime stime Istat, riguarda già oggi almeno due milioni e 615mila italiani.

All'importante manifestazione sono intervenuti, fra gli altri, numerosi esponenti del mondo politico e dell'associazionismo fra i quali ricordiamo: l'on. Carmelo Porcu, l'on. Luigi Giacco e la Resp. Ufficio H della CGIL Nina Daita. Il Ministro della Salute Livia Turco, trattenuta a Roma da impegni governativi, ha inviato un caloroso messaggio di saluto all'associazione, auspicando a breve una successivo incontro con i rappresentanti ANMIC.

Ha partecipato ai lavori il Cardinale Ersilio Tonini il quale, affrontando gli aspetti etici della disabilità e della sofferenza, ha denunciato i rischi di selezione genetica proposti da una società il cui modello culturale, improntato ad efficienza e perfezione ad ogni costo, sembra non saper più accettare i limiti e le diversità. Nel suo lungo ed applaudito intervento il Cardinale ha invitato invece a prendere positivo esempio dalle persone disabili che - nonostante le difficoltà affrontate quotidianamente - testimoniano attraverso il proprio impegno umano, civile ed associativo la dignità e sacralità della vita. In altre parole, la capacità di conquistare non solo diritti, ma anche di ricordare col loro esempio quel rispetto e amore universale per l'uomo che dovrebbe renderci tutti, - disabili o meno, sani o malati, umili o potenti – uguali di fronte ai valori fondamentali della convivenza civile e della fratellanza. A nome dei dell'ANMIC il Presidente Pagano ha consegnato al Cardinale Tonini un contributo finanziario a sostegno delle sue opere umanitarie già intraprese in Burundi, quali la costruzione di case-famiglia per l'accoglienza ai minori in difficoltà.

Un congresso che celebra il Cinquantenario

Nel corso del X Congresso la ANMIC - la maggiore associazione del settore fondata nel 1956 – ha inoltre avviato le celebrazioni del suo Cinquantenario, che si concluderanno a Roma il prossimo dicembre. “50 anni di storia e di battaglie per i diritti civili dei disabili che hanno contribuito a far progredire l'intero Paese – ha sottolineato il Presidente nazionale Giovanni Pagano, aprendo i lavori del Congresso e ricordando la figura e l'opera di Alvido Lambrilli, fondatore dell'associazione. “ La ANMIC seppe infatti trasformare i bisogni individuali di questi cittadini, allora emarginati e dimenticati, in una forza sociale visibile e costruttiva, in un movimento capace di mettere in moto una lenta ma costante evoluzione sociale.” Oggi tuttavia - ha dichiarato Pagano - la mancata applicazione della complessa normativa in favore dell'handicap ottenuta in questi anni e la difficile congiuntura economica, rendono urgente la rivendicazione di politiche di Welfare più adeguate ai bisogni di una categoria che risulta in concreto sempre più svantaggiata. Abbiamo pertanto aperto un nuovo confronto a 360 gradi con il Parlamento e con il Governo, a tutela dei diritti che in questi decenni, insieme ai disabili, abbiamo faticosamente costruito”.

 

Emergenza lavoro per i disabili: “Fra esoneri facili e mancati controlli, il collocamento resta disatteso”
La relazione introduttiva del Presidente Pagano si è poi incentrata, in modo particolare, sull'emergenza lavoro che oggi vivono i disabili, indicando le numerose inadempienze che ancora ne ostacolano l'inserimento lavorativo.

“A distanza di ben 7 anni dalla sua approvazione, l'attuazione della legge '68 del '99 viene ritardata anche dall'inerzia di alcuni organi della Pubblica amministrazione, ha spiegato il Presidente nazionale ANMIC Giovanni Pagano.

“ La Presidenza del Consiglio dei Ministri, ad esempio, non ha ancora provveduto in questi anni a dar corso al decreto che deve individuare le mansioni che non consentono l'occupazione dei lavoratori disabili negli enti pubblici, o la consentono in misura ridotta.
Questa omissione, come è ovvio, fornisce un alibi per l'inosservanza della legge. Inoltre i datori di lavoro, quasi sempre restii all'assunzione dei disabili, chiedono frequentemente l'esonero parziale che viene oggi concesso con troppa facilità, riducendo in questo modo il numero dei disabili che dovrebbero essere inseriti nel processo produttivo. Se si pensa poi che le sanzioni previste in caso di inottemperanza della legge sono applicate raramente, anche per la scarsa vigilanza, si comprende come questa normativa venga troppo spesso aggirata.
A complicare il quadro, già di per sé problematico, è infine intervenuto l'art. 14 della cosiddetta legge Biagi, (decreto legislativo 276 del 2003), che dà la possibilità alle ditte obbligate all'assunzione degli invalidi di trasferire alle cooperative sociali una percentuale dei disabili da assumere, impegnandosi a conferire determinate commesse, che il più delle volte non arrivano”, ha concluso Pagano. “Ed ecco che l'obbligo delle assunzioni rimane sospeso.” L'ANMIC ha pertanto sollecitato la verifica della corretta e uniforme applicazione della legge sul collocamento, ponendo a carico delle pubbliche amministrazioni l'obbligo, finora mai assolto, di inviare periodicamente alla Presidenza del Consiglio dei Ministri l'elenco del personale disabile collocato nel proprio organico, le assunzioni effettuate nell'anno e quelle previste nell'ambito della programmazione triennale dei fabbisogni.

Per quanto riguarda infine l'azione complessiva svolta dall'ANMIC - anzitutto a proposito dell' istituzione del Fondo per la non autosufficienza – e le linee-guida proposte per il futuro, pubblichiamo alcuni brani dell'ampia relazione presentata al Congresso.

 

La relazione del Presidente nazionale

…L'azione dell'associazione deve essere rivolta al rilancio del tema della disabilità nel dibattito politico e culturale del paese. Dobbiamo essere capaci nel dare spunti, motivazioni, e contenuti forti a quanti come noi, credono che la sfida della globalizzazione non si vince negando diritti ma, al contrario, superando preconcetti e pregiudizi ed ottimizzando l'impiego delle risorse.

I disabili hanno dimostrato in questi anni di poter essere non un peso, ma una risorsa per il paese. Affinché le politiche sociali siano veramente universalistiche è necessario che le persone e le famiglie con situazioni di bisogno più acuto o in condizioni di maggiore fragilità siano messe in grado di accedere ai servizi rivolti a tutti, oltre che eventualmente a misure e servizi specificamente dedicati.

A questo scopo occorre soprattutto sviluppare azioni che dovranno riguardare la messa a punto di strumenti di informazione adeguati, di modalità di lavoro sociale (al contempo attivo e rispettoso della dignità e delle competenze dei soggetti).

Questo congresso ci vede impegnati a dibattere di problemi di fondamentale importanza, che hanno già avuto una disciplina legislativa ma che attendono di essere completati.

Dobbiamo essere capaci di analizzare le tematiche con spirito costruttivo e propositivo, la nostra visione dei problemi non deve limitarsi agli aspetti superficiali ma deve giungere al cuore del problema e capirne l'evoluzione.

Non passa un giorno senza dover intervenire per arginare provvedimenti che potrebbero riportarci indietro negli anni; ecco perché l'ANMIC deve essere sempre più forte, essa deve essere il punto di riferimento di ogni disabile.

La forza contrattuale che vantiamo di avere non è stato frutto dell'operato di poche persone ma dell'adesione massiccia e sempre più numerosa da parte degli aderenti alla ANMIC.

Questa adesione deve essere sempre crescente perché al di là della legge che ci dà il diritto di tutela e rappresentanza della categoria, l'ANMIC deve puntare alla rappresentatività dei disabili, e ciò è possibile solo se la Vostra adesione, la partecipazione, il contributo, l'apporto costruttivo, saranno spontanei e sempre assidui…

I dirigenti nazionali che saranno eletti da questo Congresso debbono programmare convegni regionali e provinciali per dibattere, con gli Enti locali, le problematiche che più ci assillano.

….La politica sociale nazionale ha vissuto momenti delicati, seppur in un quadro inquietante, difficile, complicato, l'ANMIC ha contrastato con fermezza e decisione ogni tentativo di ridimensionare i diritti acquisiti, oggi con orgoglio possiamo affermare che le posizioni conquistate sono state mantenute.

La nostra attenzione è sempre viva, seguiamo con giusta attenzione e con spirito di controllo l'elaborazione della Legge Finanziaria che è in discussione al Parlamento.

Nelle scorse settimane abbiamo svolto un intervento a largo raggio relativamente ad una proposta di legge di iniziativa popolare (n° 11) promossa dai Sindacati confederali e che prevede l'istituzione del Fondo per la non autosufficienza.

In ordine a tale iniziativa siamo favorevoli a tale istituzione, siamo, però, decisamente contrari al trasferimento al Fondo stesso delle risorse finanziarie previste per il pagamento delle pensioni , assegni e indennità previste per gli invalidi civili, ciechi civili e sordomuti.

L'esame di questa proposta di legge è stata ampiamente dibattuta nel corso del Convention FAND che si è tenuta il giorno 20 settembre alla Fiera di Roma.

Alla presenza del Ministro Ferrero ho sostenuto, lo ribadisco oggi, che non possiamo accettare tale impostazione. Sosterremo con ogni mezzo possibile e democratico il nostro dissenso, non escludendo manifestazioni di protesta a sostegno delle nostri tesi.

Siamo consapevoli che le casse dello Stato non consentono di alimentare il Fondo in modo sufficiente, per cui, suggeriamo di istituire una tassa di scopo, sicuri che la sensibilità degli italiani verso una categoria debole non verrà meno e sarà accettata anche in considerazione che l' 11% delle famiglie italiane nel loro interno hanno un disabile da accudire e sostenere…

Tutti abbiamo lavorato per la causa comune, per gli obiettivi prefissati, per le aspirazioni in cui migliaia di disabili credevano e ancora credono, se tutti noi volessimo raccontare i sacrifici a cui siamo stati sottoposti l'elenco sarebbe molto lungo, ma, noi abbiamo liberamente scelto di occuparci di questo importante aspetto della società italiana autonomamente e senza altri fini se non quello di tutelare la categoria che rappresentiamo.

Tutto ciò ci deve far comprendere, qualora ce ne fosse bisogno, che è necessario continuare a combattere, lottare, ed essere sempre vigili e pronti se necessario a ritornare in piazza per far sentire la nostra voce.

L'assemblea dei delegati ha eletto, all'unanimità, per alzata di mano, gli Organi Sociali ANMIC per il quinquennio 2006 – 2011 delle persone:

 

Giovanni PAGANO

Presidente Nazionale

Gilberto PIETRELLA

Vice Presidente Nazionale

Giovanni D'ALFONSO

Vice Presidente Nazionale

Agostino BRAVACCINI

Vice Presidente Nazionale

 

Enrico AGOSTI

Pietro BELLATO

Maria Ancilla BERETTA

Maddalena CALIA

Annalisa CECCHETTI

Adriano CIOLA

Tommaso D'ALEO

Luigi DEL BRAVO

Mariano DE LUCA

Sergio LUCISANO

Alberto MUTTI

Vito PAGANO

Ugo Carmelo PALAZZO

Angiolino PALLADINO

Mario PAMIO

Luca PANCALLI

Salvatore PILIERO

Livio RIGHETTO

Remo SCANO

Giuseppe SQUILLACIOTI

Maria Antonietta TULL

Francesco ZAPPALA'

Pier Giuseppe VACCA

Il giorno 26 ottobre 2006 si é insediato il nuovo Comitato Centrale e nella prima riunione tenutasi nello stesso giorno ha provveduto all'adempimento del dettato statutario che al comma F dell'art. 20 prevede la nomina di tre membri che unitamente al Presidente Nazionale ed ai tre Vice Presidenti Nazionali costituiscono il Comitato Direttivo.

A ricoprire questi ruoli sono stati all'unanimità riconfermati i Sigg.ri: De Luca Mariano – Alberto Mutti e Luca Pancalli