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Amministratore di Sostegno
domande più frequenti




RISPOSTE:

  • Può essere nominato un amministratore di sostegno provvisorio?
    Quando vi è urgenza di provvedere, il Giudice Tutelare può nominare un Amministratore di Sostegno provvisorio, indicando gli atti che è autorizzato a compiere.
    La nomina provvisoria deve contenersi nei limiti interpretativi e temporali fissati dal decreto.
    L’Amministratore di Sostegno provvisorio dovrà essere confermato o sostituito al termine del procedimento, con la conseguenza che l’efficacia della nomina provvisoria cesserà con la nomina dell’Amministratore di Sostegno da parte del Giudice Tutelare.

  • L’Amministratore di Sostegno può essere sostituito in caso di impedimento?
    In caso di impedimento definitivo o durevole, non essendo sufficiente un’assenza temporanea, l’Amministratore di Sostegno può essere sostituito con decreto motivato del Giudice Tutelare su istanza del beneficiario, dell’Amministratore di Sostegno medesimo, del Pubblico Ministero o di taluno dei soggetti di cui all’art. 406 c.c. (parente entro il IV grado e affini entro il II grado e servizi sociali).

  • Come reperire Amministratore di Sostegno quando non può essere nominato un famigliare o un parente?
    La legge sull’amministrazione di sostegno non specifica nulla a riguardo.
    In base al carico di compiti affidati all’Amministratore di Sostegno ed alla situazione personale e familiare del beneficiario, di fatto, qualsiasi persona (amici, volontari, operatori sociali, professionisti ecc.) ritenuta idonea dal Giudice Tutelare oppure designata dalla famiglia del disabile, può assumere questo incarico
    A volte, soprattutto nelle situazioni di conflitto tra parenti o nei casi in cui vi siano questioni giuridiche particolari o particolare complessità gestionale, può anche rendersi necessario che il compito di Amministratore di Sostegno sia affidato ad un professionista.

  • Quando cessa l’amministrazione di sostegno?
    Alla scadenza naturale se si tratta di un decreto a termine, oppure quando il beneficiario, l’Amministratore di Sostegno, il Pubblico Ministero, il coniuge, la persona stabilmente convivente, i parenti entro il quarto grado, gli affini entro il secondo grado, il tutore, il curatore, i responsabili dei servizi sanitari e sociali direttamente impegnati nella cura e assistenza della persona, presentano istanza adeguatamente ed opportunamente motivata al Giudice Tutelare e quest’ultimo accoglie il ricorso con un proprio decreto.
    Le funzioni del Tutore e dell’Amministratore di Sostegno cessano altresì al momento stesso della morte dei beneficiari. Negli ultimi anni si è affermata la prassi per cui il Giudice Tutelare riconosce come ultimo atto della gestione della tutela e della amministrazione di sostegno il saldo delle spese funerarie. Dove ciò non è possibile sarà compito degli eredi provvedere al saldo di tali spese.
    Nel caso la persona interdetta o beneficiaria dell’amministrazione di sostegno con la sua morte non lasci eredi è necessario chiedere al Tribunale (sezione della Volontaria Giurisdizione) la nomina di un “Curatore dell’eredità giacente” il quale, dopo aver prestato giuramento di custodire e amministrare con lealtà i beni del defunto, potrà chiedere l’autorizzazione a pagare le pendenze del defunto stesso. Se sarà confermata l’assenza di eredi entro il sesto grado, i beni saranno devoluti allo Stato.